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LA MONTAGNA E L’UOMO, Olio su tela
Pittrice e calcografa. Le sue tavole, fin dagli esordi, esprimono con notevole capacità di sintesi una inaspettata energia. Si guardi, ad esempio, il piccolo “nudino” del 1985. Delineata con pochi e rapidi segni in puntasecca la figurina sembra vibrare, nell’assenza di uno spazio definito, come mossa da una tensione imprigionata dalla continuità delle linee che la racchiudono. La stessa forza ed incisività la si può trovare nei numerosi ritratti che, volutamente impietosi, sottolineano la spigolosa irregolarità dei tratti somatici dei modelli accentuandone, in maniera quasi caricaturale, i dettagli espressivi.
Da alcuni anni l’attenzione dell’artista è rivolta verso temi di natura ambientale.
Questi temi, indagati e sviluppati in una originale chiave di lettura arcaico-avveniristica, danno luogo a un ideale, grande “affresco” sulla complessità del rapporto fra l’uomo e il suo habitat.
Questo ciclo di lavori, intitolato “La Montagna e l’Uomo”, comprende dipinti, disegni, incisioni e innumerevoli studi, preparatori ed è, probabilmente, quello più impegnativo ed ambizioso di tutta la sua opera. Nel versante grafico di questo ciclo la Santandrea idealizza la montagna come un enorme ventre, una “madre”, inconsapevole e autodistruttiva che, simile ad un’ostrica, racchiude grandi anfore con i germi embrionali della creazione dell’Uomo.Marco Fiori






LA MONTAGNA E L’UOMO, Opere su carta










ANGELI, Olio su tavola
Dal fuoco interiore dell’uomo nascono gli eventi esistenziali, come dal rogo del magma terrestre o dalla scintilla del big bang cosmico interagiscono le forze dell’armonia universale. La fiamma della storia e l’incendio degli astri consumano, nel crogiuolo della metamorfosi, un rapporto terra-cielo parallelo al binomio materia-spirito. Ma la consunzione e la distruzione della sostanza-base inducono la rigenerazione e la riformazione di nuova materia in un’eterna fucina di dinamica evolutiva. Così è nell’arte, ove all’elemento inerte l’artista impone energia emotiva e stille di vita.
Enzo Dall’Ara





SCULTURE – 2009
Perché la memoria resterà sempre un esito familiare, ma la storia lascia nel tempo opere e giorni che si rivelano evidenti agli occhi di tutti.
Giuseppe Masetti



